Prodotti utilizzati: Inietta&Consolida

Tipologi edificio: Scuola Elementare di 1° grado

Il PROBLEMA
Riportiamo di seguito l’esperienza diretta, di un professionista esterno all’azienda, che si è trovato ad affrontare il problema della verifica sismica di un Edificio Pubblico (Scuola Elementaredi 1° grado) ai sensi del D.M. 14 gennaio 2008.

LA NORMATIVA ATTUALE
La normativa che impone la verifica sismica di edifici strategici risale al 2003 e più precisamente
è l’Ordinanza P. C. dei M. n. 3274 del 20 marzo 2003, art. 2 comma 3). Non è un problema nuovo quindi ma è un problema che non si è ancora deciso di affrontare in modo strutturale, stanziando fondi o quantomeno permettendo alle amministrazioni che hanno nel loro portafoglio la possibilità economica di affrontare certi interventi di sforare il patto di stabilità (qualcosa si è mosso col decreto del fare – Letta e Renzi ma per importi ancora non suffcienti).

L’EDIFICIO: STORIA E DESCRIZIONE
L’immobile insiste in un’area di circa 4500 m2 posta tra l’argine destro del fiume Tramigna e Viale della Vittoria n.65, a circa 250 metri a sud delle mura scaligere; il fabbricato adibito ad uso scolastico ed intitolato a Ippolito Nievo, è costituito da due piani fuori terra con cortili interni. Lo sviluppo della pianta è ad U con la facciata principale sul lato Ovest dove è ubicato l’ingresso; i prospetti laterali si affacciano sul lato nord e sud prospicienti i piazzali adibiti a parcheggio. Il fronte principale a salienti è caratterizzato al piano terra da fasce in finto bugnato mentre la porzione centrale, i cui ingressi si collocano su una scalinata di sei gradini, è percorsa da un lungo ballatoio balaustrato mentre le finestre rettangolari del primo piano sono sormontate da cimasa classica e dotate di davanzali sorretti da mensoline.
Le strutture verticali, perimetrali e divisorie sono costituite da murature in pietra con legante in malta di calce dello spessore variabile da 40 a 60 centimetri; le strutture orizzontali sono costituite da solai in laterocemento mentre la coperturaè sostenuta da travi principali in legno massello di sezione pressochè quadrata che poggiano su capriate in legno e pilastri in muratura portante a base quadrata di lato 40 centimetri e da un’orditura secondaria costituita da travetti di sezione rettangolare che costituiscono l’appoggio dei tavelloni in laterizio su cui poggiano le tegole di tipo marsigliese. Il progetto dell’opera fu redatto dall’Ingegner Ugo Lissandrini di Soave nell’anno 1923, sotto l’amministrazione guidata dal podestà Menotti De Vido.
Le 14 aule ospitavano al piano rialzato le classi elemntari ed al piano superiore il corso biennale d’avviamento professionale, soppresso successivamente con l’istituzione della scuola media unificata nel 1960.
L’edificio fu solennemente inaugurato il 28 ottobre 1931 alla presenza di numerose autorità politiche. Imponente per la sua mole a linee sobrie senza sovrastrutture è una delle opere più importanti compiute
dal fascismo in Soave.
L’immobile fu oggetto di ristrutturazione nell’anno 1984 con la realizzazione dei solai in laterocemento del piano secondo in sostituzione dei vecchi solai in legno fatiscenti ed il soffitto in canniccio smaltato, tutto per una funzionalità più consona alle esigenze scolastiche e soprattutto per migliorare e dotare l’organismo edilizio di nuove strutture previste dalle norme antinfotunistiche del tempo come la realizzazione delle scale di emergenza, di un’aula magna per le riunioni, di un’aula per le attività manuali e pratiche, il risanamento del tetto e la sostituzione degli infissi esterni.
L’edificio è da sempre adibito ad uso scolastico e viene utilizzato anche quale sede per le votazioni delle varie elezioni politiche amministrative. L’edificio nonostante gli interventi cui è stato sottoposto, presenta interesse culturale in quanto rappresenta un’importante testimonianza di edilizia pubblica realizzata nel periodo fascista nel Comune di Soave secondo sistemi legati alla tradizione classica tipica dell’area veneta e per questo è stato inserito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nella Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici del Veneto nell’anno 2010 come edificio di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D, Lgs. N. 42/2004.

Dott. Ing. Paolo Bettagno – Studio Ing. Enzo Puleo

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