Inutili i precedenti interventi di aerazione con intercapedini. La Chiesa dei Santi Nazaro e Celso di Verona, di cui fa parte la cappella di San Biagio, è stata edificata sui resti di una più antica che l'ha preceduta. Le prime notizie risalgono all'V111 secolo. L'insieme decorativo è improntato allo stile di Gian Maria Falconetto (1497 - 1530).
Dopo svariati tentativi effettuati negli anni ’80 di ridurre la risalita d’acqua per capillarità attraverso la realizzazione di intercapedini alla base delle murature per favorire l’aerazione delle stesse, si è deciso di adottare la tecnologia DryKit® System per salvare i pregevoli affreschi che rivestivano le superfici della Cappella.
Paradossalmente, infatti, la tecnica di aerazione si è rivelata addirittura controproducente sugli affreschi per effetto della maggior evaporazione ottenuta. Ciò favoriva il rapido accumulo di salsi igroscopici idrosolubili sulle superfici che, variando successivamente di volume, agivano meccanicamente realizzando una vera e propria opera demolitrice simile a quella del ghiaccio.
Tali fenomeni risultano gravissimi ed evidenti sugli intonaci affrescati, ma altrettanto distruttivi anche su elementi lapidei per anni a contatto con pavimentazioni umide, quali altari, basamenti di colonne, ecc.
Il formulato utilizzato per la realizzazione della barriera idrofobizzante alla base della muratura è stato ovviamente quello specifico per murature affrescate TRF135 che garantisce oltre al blocco della risalita dell’acqua per capillarità anche il successivo restauro senza problematiche per il ritocco o per l’apporto di sostanze grasse indesiderate.
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